martedì 13 maggio 2014

dalla stampa










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A proposito di matrimonio


Caro Beppe, leggo la lettera di Filippo Carcaci sui matrimoni gay (“Matrimonio gay: i diritti sono già nostri” – http://tiny.cc/ylflfx). Lui chiede quale diritto abbiano tutti i cittadini all’infuori di lui e di suo marito per chiedersi se loro due possano sposarsi. Ebbene, vorrei rispondergli che quando si parla di matrimonio, un diritto di opinione gli altri cittadini ce l’hanno. Se si tratta della loro relazione privata, effettivamente questo diritto non ce l’ha nessuno al di fuori della coppia. Se si aggiungono anche i diritti che afferiscono alla sfera privata della coppia (diritto di eredità, diritto di visita ed accudimento in ospedale, di designare il partner come rappresentante per le decisioni in materia di salute, donazione degli organi, trattamento del corpo e celebrazioni funerarie, etc), anche qui nulla da dire. Ma il “Matrimonio” è qualcosa che tocca tutti i cittadini. Infatti i coniugi (almeno in Italia, non so in USA) godono di (pochissimi) diritti che altri cittadini non hanno: l’assegno di mantenimento del coniuge a carico, la reversibilità della pensione, e pochi altri. E godono di questi diritti perché con il matrimonio si impegnano a vita alla reciproca assistenza al fine di creare una famiglia, ossia fare dei figli, che sono (o dovrebbe essere) il bene primario di uno Stato (quindi un bene per tutti i cittadini), più delle riserve auree. Allora la domanda è: se con il matrimonio persone dello stesso sesso possono accedere anche a questo tipo di diritti, io ho tutto il diritto di dire la mia, visto che sarebbero pagati anche con le mie tasse. Se così non fosse, allora avrebbe ragione il Carcaci, ma forse non si tratterebbe più di matrimonio. Roberto Lagioia, nrlagioia@gmail.com  QUI

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Certo gli attivisti gay gridano parecchio, se no chi li ascolterebbe?


Cari Italians, dce la lettrice Rosanna Robbiano (“Matrimonio gay: non potete costringermi ad essere d’accordo” – http://bit.do/mWfe) che sui matrimoni gay ognuno ha il diritto di pensarla come gli pare. Giustissimo, ci mancherebbe altro. Dice anche che non e’ possibile avere un dibattito civile quando appena sollevi una opinione contraria sei accusato di essere un omofobo, nazista e reazionario. D’accordissimo; certi toni da inquisizione faremmo meglio a lasciarli al cardinal Bellarmino. Peccato che il resto del messaggio non sia altrettanto equilibrato. La lettrice sembra preoccupata che al liceo qualcuno possa spiegare al figlio come funzionano le cose tra due uomini. Immagino ritenga la faccenda assai sconveniente, perche’ sicuramente un ragazzo di 15 anni non sospetta neppure che certe cose possano esistere. Gia’ che ci siamo propongo di abolire la lettura di Petronio e censurare le parti piu’ scottanti delle Vite dei Cesari. Forse la signora Robbiano ignora che un quindicenne di oggi ne sa abbastanza su certi temi da far impallidire Cicciolina. Oltretutto non sembrano esistere casi di persone che son diventate gay solo per la lettura di un libro o perche’ a scuola qualcuno ha detto loro che al principe azzurro piacevano gli uomini. Ironia a parte cio’ che mi lascia piu’ basito e’ la chiusa finale, dove i gay sono definiti come coloro che stanno sempre a lamentarsi. On aura tout vu. Certo gli attivisti gay gridano parecchio, se no chi li ascolterebbe altrimenti? La lettrice dimentica o non sa che ancora oggi due ragazzi che si tengono la mano per strada possono star certi di beccarsi occhiate di disapprovazione, qualche bell’insulto e talvolta pure delle botte. Questo mentre tante anime belle mascherano il loro disagio di fronte all’omosessualita’ pontificando sulla liberta’ di pensiero. E ignorano che quando tu emargini e maltratti qualcuno per un bel po’, il giorno che smetti non puoi certo aspettarti che le ferite si rimargino in un baleno e che la diffidenza e la paura spariscano come nulle fosse. Ci vuole tempo. Marco Corsi, cmarcog@tin.it QUI


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esc 2014: vince Conchita Wurst! (*)

We Are Unstoppable

 Fuga d’amore all’European Song Contest di Copenaghen


La Danimarca è stato il primo Paese al mondo a consentire agli omosessuali di registrare le coppie di fatto. Le prime unioni registrate al mondo sono state iscritte presso il Municipio della capitale danese nel 1989, 25 anni fa. Oggi gli omosessuali hanno il diritto di sposarsi in chiesa e di adottare bambini. La piazza arcobaleno è quindi un chiaro segnale di Copenaghen!


L’allegra baracconata e i riflessi della politica

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 Barbuta sempre piaciuta - Conchita Wurst, la "drag queen", cantante austriaca vincitrice dell'Eurovision Song Contest 2014 posa anche in una delle opere del TeamNiel viennese esposte al Museo Cam di Casoria per la mostra "ErotiCAM_Gabinetto segreto II" EROTICAM

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 Il diritto di essere io- iLibra (pubblicità)

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 Pubblicità omofoba in via Toledo, Napoli. (!)

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 Gay Help Line, nuovo spot con gli studenti romani.

 Il numero verde per chiedere aiuto è 800 713 713

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"You are you", le fotografie dei bambini LGBT di Lindsay Morris: "Tutto il mondo deve conoscere le loro storie"

 

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Gay, esposta la bandiera arcobaleno in Campidoglio

 

 

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Saffo e il potere della sofferenza erotica



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Football Nfl: Saint Louis sceglie Michael Sam, primo giocatore dichiaratamente gay nella storia

 

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 Pinault boicotta gli hotel del Sultano del Brunei

Parte una campagna per sensibilizzare il mondo contro la lapidazione di adultere e gay, introdotto nel piccolo stato asiatico. L'imprenditore francese che controlla i marchi Gucci, Brioni, Pomellato e alcune celebrities di Hollywood si schierano contro gli alberghi che fanno capo a Hassabal Bolkiah, uno dei sultani più potenti al mondo. In Italia la catena a cinque stelle controlla il Pricipe di Savoia di Milano e l'Hotel Eden di Roma

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 Ischia. Cento km in bici, un'isola in festa

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 Maglietta sudata, il tennista la cambia con lo spettatore

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1928-

Viaggio da record per il gabbiano corso

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 Il castello di Bran in vendita. La dimora  vale 140 milioni di dollari.

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1 commento:

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